Il volto segreto di Trastevere: San Benedetto in Piscinula e Santa Maria in Cappella

VISITA GUIDATA - San Benedetto in Piscinula e Santa Maria in Cappella, due gioielli del Medioevo

Nel lato di Trastevere compreso tra il fiume e l’antico porto, due gioielli nascosti rivelano coi loro tesori una storia che affonda le sue radici nel lontano Medioevo. La chiesetta di San Benedetto in Piscinula sorge in fondo alla piazza omonima, così chiamata dal XII secolo, per essere stata aperta sui resti di uno stabilimento di bagni pubblici - di cui ora non resta nulla, ma i cui ruderi erano visibili fino all’epoca barocca nei pressi della chiesa - in prossimità del Ponte Cestio.


Al santo fondatore del monachesimo occidentale sono legati il nome e la leggenda della chiesa, fondata sulle case della gens Anicia, nel luogo in cui San Benedetto da Norcia, che si voleva imparentato con quella famiglia, abitò quando era venuto a studiare a Roma alla fine del V secolo: ancora si conserva un cubicolo dove il futuro eremita avrebbe abitato pregando l'immagine della Madonna che, a sinistra dell'ingresso, è il luogo più rilevante della chiesa.
Le notizie sulla storia non leggendaria del piccolo edificio ricordano invece un convento e una parrocchia funzionante dal 1386 al 1824.
La prima costruzione pare sia stata una cappella edificata nell'VIII secolo, mentre risale all'XI secolo il campanile più piccolo di Roma, con la sua minuscola campana datata 1069. Rifatta poi nel corso del XIX secolo, un recente restauro completato nel 2007 ha ripulito l'ambiente interno delle incrostazioni settecentesche, riportando a vista le murature medioevali ed alcuni lacerti di preziosi affreschi, e valorizzando i resti della bella ornamentazione cosmatesca dei pavimenti.

L’antichissima chiesa di Santa Maria in Cappella è ricordata per la prima volta da una lapide, posta sulla destra appena entrati, che ricorda il giorno della consacrazione (25 marzo 1090), avvenuta da Papa Urbano II.
L'attuale appellativo ha un'origine incerta ma si tende a ricondurre tale denominazione ad una preesistente cappella o oratorio sul luogo dell'attuale costruzione.
Oltre alla consacrazione di un altare nel XII secolo, la chiesa è ricordata quando, per motivi di stabilità, la navata destra fu chiusa al pubblico e nel 1391 il suocero di Francesca Romana vi fondò l'ospedale del Santissimo Salvatore che alla sua morte rimase affidato alle Oblate di Tor de' Specchi.
In seguito i Doria-Pamphilj vi esercitarono il patronato e Innocenzo X ne conferì la proprietà nel 1650 a Donna Olimpia che, acquistando vari terreni attorno, vi fece costruire un giardino di delizie detto "i bagni di Donna Olimpia", affacciato direttamente sul Tevere: se ne intravede ancora la facciata dal lungotevere Ripa, dietro un muro moderno.
Successivamente la chiesa divenne fatiscente passò di mano più volte, finché nel 1797 subì una prima serie di importanti restauri ad opera del Sodalizio dei Marinari di Ripa e Ripetta.
Altri restauri furono intrapresi dai proprietari Doria-Pamphilj, a metà dell'Ottocento, sotto la direzione di Andrea Busiri Vici: con questi lavori la chiesa prese il suo aspetto attuale, a tre navate divise fra loro da antiche colonne di spoglio mentre il campanile è ancora quello medievale (XII secolo).
Furono inoltre costruiti due nuovi corpi di fabbrica ai lati del casino, installato un ospizio (ancora funzionante come "casa di riposo della Fondazione di Santa Francesca Romana") e mantenuto il giardino.

- A cura della Dott.ssa Valeria Marino  -


Appuntamento: - vicolo di Santa Maria in Cappella, 6 - Roma -
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure tramite il numero telefonico 340.3324511

Letto 288 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Marzo 2020 15:51

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